Infanzia e adolescenza

Paolo nasce a Parma da una famiglia, che come scriverà nella prefazione del suo ultimo saggio Forme della leggerezza, pur non essendo ricca era felice: “Non eravamo certo ricchi, ma grazie al tocco caldo delle mani della mamma e agli estri, nutriti di humor, del babbo, piccoli doni fiorivano spesso facendo levitare il nostro peso: misteriosi pacchetti da aprire nei giorni di festa, emozionanti serate al circo, giochi concepiti non per diventare più saggi, ma solo per perderci allegramente nell’inutile… ” e trascorre un’infanzia serena, frequenta il ciclo di studi primari nella città natale e il “Liceo Classico Romagnosi” nella stessa città avendo come professore di italiano e latino Mario Lavagetto, che diventerà in seguito un noto critico e che influenzò indubbiamente la sua scelta futura.

Intanto, intorno ai 14-16 anni, nasce in lui il piacere dell’arte del prestigiatore influenzato dalla vena fantasiosa del padre, che amava il circo, i burattini, i giochi di prestigio, i giocolieri e i fachiri.

Insieme al fratello Corrado si iscrive al Club Magico Italiano e per tre anni, da dilettante, pratica l’arte della prestidigitazione in coppia con il fratello assumendo come nome d’arte The Twins ed esibendosi come mago in alcuni teatri italiani.

Sempre nel periodo giovanile è anche stato cantautore e chitarrista in diversi gruppi.

Infatti se la vena fantasiosa gli giunse dal padre, l’amore per la musica gli è stato trasmesso dalla madre che, prima di abbandonare la carriera in seguito al matrimonio fin da bambino lo conduceva a sentire l’opera (era lei stessa soprano e conosceva la Tebaldi con la quale aveva tenuto un concerto).

La scoperta del melodramma, in occasione dell’ascolto dell’opera lirica Madama Butterfly di Giacomo Puccini, fu per il giovane un piacere straordinario: la contestuale scoperta del Giappone lo condurrà ad interessarsi non solo di pratica Zen, che frequenterà per trent’anni, ma anche ad interessarsi in seguito, come critico, alla lirica giapponese.
La madre fu dunque il veicolo primario della sua passione per la musica che presto si aprì a tutte le forme musicali, da quella operistica a quella sinfonica, dal jazz alla musica leggera.

Iniziò con il fratello a esibirsi e per diciotto anni suonò la chitarra elettrica accompagnandosi con il canto in tre gruppi musicali diversi.

Studi universitari

Al momento di scegliere la Facoltà universitaria da frequentare (il padre, medico, avrebbe desiderato che il figlio si iscrivesse a medicina ma non interferì mai nelle sue decisioni), il giovane Paolo rimase indeciso tra la facoltà di fisica, perché particolarmente attratto da Einsteine da Heisenberg, e quella di Lettere perché aveva grande facilità di scrittura e ricordava con piacere le lezioni del professor Lavagetto su Proust, Dante e Auerbach.

Si iscrive quindi all’Università di Bologna alla Facoltà di Lettere e Filosofia con indirizzo Lettere moderne dove Francesco Arcangeli, insegnante di Storia dell’arte, lo invita a discutere con lui la tesi, ma la morte di Arcangeli, avvenuta nel 1974, farà in modo che Lagazzi si laurei con il professore Luciano Anceschi in lettere moderne con una tesi sull’estetica.

L’incontro con Attilio Bertolucci

Aveva intanto già conosciuto, negli anni tra il 1971 e 1972, la poesia di Attilio Bertolucci che diventerà per lui, insieme a Kikuo Takano, non solo il poeta più amato, ma anche il suo più grande amico e il suo vero maestro.

Incontra Bertolucci per la prima volta nel 1972 a Parma nella casa della cognata Molly Giovanardi e continuerà a frequentarlo fino al 2000, quando, pochi mesi prima della sua scomparsa, era andato a trovarlo nella sua casa romana con la moglie Daniela. Aveva infatti sposato Daniela Tomerini, scrittrice e pittrice, espositrice a Venezia (ha esposto, fra l’altro, alla Controbiennale di Venezia del 2005 organizzata da Philippe Daverio e, nel febbraio 2009, al Palazzo di vetro dell’ONU a New York); sua figlia Viviana (nata nel 1993) dipinge e disegna: ha realizzato diverse copertine di libri e illustrato un libro di fiabe.


Le attività didattiche

Dal 1975 al 2008 insegna lettere nelle scuole secondarie di Parma e Milano. Svolge inoltre numerose attività didattiche in istituti di ogni ordine e grado, in particolare promuovendo la conoscenza della poesia, del cinema e della scrittura presso i giovani e tenendo lezioni presso diverse università italiane e americane.

Zen e critica

Nel 1978 inizia a praticare la meditazione Zen dapprima sotto la guida di Taisen Deshimaru Roshi, che aveva conosciuto in Val d’Isère, e in seguito di Fausto Taiten Guareschi. Nello stesso anno inizia anche la sua attività di critico.

Interessato alla lirica giapponese, cura nel 1994 l’antologia poetica-pittorica del monaco zen Sengai Gibon, La saggezza dei maestri zen, e nel 1996, in collaborazione con Mario Riccò, Il muschio e la rugiada un’antologia che analizza la poesia giapponese dalle origini alNovecento.

Nel 1998 conosce l’opera di Takano attraverso la lettura di un’antologia curata da Yasuko Matsumoto (traduttrice anche dei versi di Attilio Bertolucci e Massino Giannotta).

Nel 2001 si è trasferito a Milano, dove tuttora vive e lavora, con la moglie Daniela e la figlia Viviana entrambe appassionate di letteratura,disegno e pittura.

Nuova critica

Queste diverse esperienze si riflettono nel suo modo di concepire la critica e il lavoro del critico che “può essere via via un affabulatore, un conoscitore di grandi storie, di miti, di leggende e di fiabe… ; un maestro dell’intuizione fulminante, dell’aforisma, del paradosso e dello humour… ; un pasticheuer, un goloso praticante di sapori, un degustatore di combinazioni linguistiche e sinestetiche… ; un navigatore, un esploratore, un avventuriero, un “corsaro”… ; un artigiano del legno, dell’ebano, della creta, della stoffa o dei gioielli… ; un mago, nel senso ampio d’un praticante le vie diverse e complementari dell’alchimia, della Cabala, dell’astrologia, o anche quella della prestidigitazione… ; un ritrattista, un pittore verbale… ; un giardiniere, teso con le sue antenne sensibili a riconoscere le linfe circolanti tra i rami, gli steli e le foglie delle opere”.

Insieme a Giancarlo Pontiggia, in occasione della nuova collana di critica dedicata al dio Hermes inaugurata per l’editore Moretti & Vitali “I volti di Hermes”, ha firmato il manifesto con la proposta per un nuovo modo di fare critica.

Come scrive Doriano Fasoli, in Riflessioni in forma di conversazioni in una delle sue interviste a personaggi della cultura italiana e straniera pubblicato sul web, Lagazzi è uno tra i critici contemporanei “più originali ed eclettici”.

Interessi eclettici

Lagazzi si è occupato in prevalenza di letteratura italiana e straniera del Novecento, dimostrando un interesse particolare per gli autori giapponesi come testimonia (dopo aver curato nel 1999 in collaborazione con Yasuko Matsumoto l’opera del lirico Kikuo Takano Secchio senza fondo (Poesie 1952-1998), edito a Roma dalla Fondazione Piazzolla) l’antologia apparsa da Mondadori nel 2003 “Nel cielo alto” che ha curato con Yasuko Matsumoto.

I suoi interessi però non si limitano alla poesia ma si allargano ad altri ambiti, dalla pittura al cinema, dal romanzo giallo alle fiabe, dalla magia alle culture orientali.

Collaborazioni varie

Dal 1986 fino alla sua chiusura, ha curato l’inserto quindicinale “Il Nuovo Raccoglitore” di cultura della Gazzetta di Parma a cui hanno contribuito noti scrittori e critici tra i quali Attilio Bertolucci, Mario Luzi, Piero Bigongiari, Luciano Erba, Giuseppe Conte, Maurizio Cucchi, Anna Banti, Gian Ruggero Manzoni, Guglielmo Petroni, Grazia Livi, Pier Vittorio Tondelli, Gianfranco Contini, Giovanni Macchia e altri.

Ha inoltre collaborato a molte fra le più note riviste, tra le quali, “Nuovi Argomenti” “Paragone”, “La nuova rivista europea”, “Nuova Corrente”, “Poesia”, “Diario”, “Italianistica”, “Stazione di posta”, “Pelagos”, “Andersen”, “I quaderni del battello ebbro”, “Origini”,”Atelier”, “Ali”, oltre all’americana “Yale Italian Poetry”, alla francese “Cahiers du CERCIC”, alle giapponesi “Shigaku” e “Kai no hi” e a diversi quotidiani come Il Giornale, La Voce, l’Unità, La Gazzetta di Parma, Avvenire. Fa inoltre parte del comitato direttivo della nuova rivista “Poesia e Spiritualità”.

Ha collaborato anche a diversi programmi culturali della RAI, e dirige tre collane editoriali: due per la Moretti & Vitali (“Fabula”, di poesia, “I volti di Hermes”, di saggistica) e una di narrativa per Il Filo (“L’Ordito e la Trama)”.

Ha partecipato come relatore a numerosi convegni nazionali e internazionali (vedi la sezione apposita nella bibliografia).

Ha fatto parte delle giurie di due tra i più importanti premi di poesia italiani, il Premio internazionale di poesia “Attilio Bertolucci” e il Premio internazionale “Mario Luzi”.

INTERVISTE

 Tiziana Mattioli e Maria Chiara Moretti: In ricordo di Attilio   leggi il testo>>>

 Giuliano Landolfi: Passeggiate intorno alla leggerezza   leggi il testo>>>

 Isabella Leardini: La leggerezza dell’anima   leggi il testo>>>